Presentismo e cultura del lavoro: come costruire un ambiente che protegge persone e patrimonio

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Pianificazione aziendale
I concetti più importanti da sapere sulla cultura del lavoro

Tempo di lettura: circa 7 minuti

  • La cultura del lavoro definisce valori, comportamenti e leadership che determinano benessere, clima aziendale e sostenibilità.
  • Il presentismo è una presenza fisica inefficace che nasce da pressioni culturali e genera stress, errori e cali di produttività.
  • Le cause del presentismo derivano da leadership rigida, timore del giudizio e modelli che premiano la quantità di ore, non il valore.
  • Gli impatti economici includono costi per errori, diffusione delle malattie, turnover e perdita di capitale umano che erodono il patrimonio aziendale.
  • Costruire una cultura sana richiede formazione dei manager, ascolto dei dipendenti, coerenza tra valori dichiarati e pratiche reali.

La cultura del lavoro è l'insieme di valori, pratiche e comportamenti condivisi in un'organizzazione, che influenzano il modo in cui le persone lavorano e interagiscono. È fondamentale per definire lo stile di leadership, il clima aziendale e il benessere organizzativo, garantendo un equilibrio tra produttività, qualità della vita e una corretta pianificazione aziendale

Una cultura sana valorizza i dipendenti, motivandoli, promuovendo il senso di appartenenza e migliorando la produttività.

Nel contesto attuale, la cultura aziendale è fondamentale per creare ambienti di lavoro sani. Tuttavia, fenomeni come il presentismo sul lavoro - che spinge le persone a lavorare anche in condizioni di malessere - rivelano sfide profonde. Questo può alimentare lo stress correlato al lavoro, burnout e pressioni dannose.

Affrontare queste dinamiche richiede l’attuazione di politiche aziendali sostenibili e una leadership che valorizzi il benessere dei dipendenti. Un ambiente sano riduce turnover,assenteismo, presentismo e i relativi costi nascosti

Solo così si può proteggere il patrimonio aziendale, ridurre i rischi legati a dipendenti malati e costruire una cultura aziendale positiva.

Cos’è la cultura del lavoro e perché determina la salute di un’azienda

La cultura del lavoro rappresenta l'insieme di valori, comportamenti, regole non scritte e stili di leadership che definiscono il funzionamento di un'organizzazione e le sue relazioni interne. Non riguarda solo norme formali; piuttosto è il clima che permea ogni aspetto della vita aziendale, influenzando il modo in cui le persone comunicano, collaborano e affrontano le sfide quotidiane.

Gli elementi fondamentali di una buona cultura del lavoro sono i valori aziendalicondivisi, che riflettono convinzioni profonde sull’etica del lavoro e sul rispetto reciproco. Questi si esprimono attraverso i comportamenti quotidiani e le dinamiche di leadership, che guidano con l'esempio e stabiliscono aspettative chiare. 

Questi pilastri si traducono in prassi concrete, come una gestione efficace del personale, una comunicazione trasparente e la capacità di valorizzare e coinvolgere i dipendenti.

Cultura aziendale

In molti si chiedono perché la cultura del lavoro ha un impatto così significativo sulla produttività. Si tratta, infatti, di un vero e proprio asset aziendale intangibile, in grado di influenzare il livello di motivazione e di engagement dei dipendenti.

Un ambiente lavorativo positivo, che promuove una cultura organizzativa sana e inclusiva, aiuta a:

  • ridurre fenomeni dannosi come il presentismo e l’assenteismo;
  • contrastare il burnout lavorativo;
  • prevenire il sovraccarico nei turni;
  • facilitare una gestione chiara delle priorità, migliorando l’efficienza, il benessere psico-fisico e la qualità del lavoro svolto.

Esiste anche un forte legame tra una cultura del lavoro solida e la sostenibilità economica del patrimonio aziendale. Quando i dipendenti si sentono coinvolti e rispettati, si riducono i rischi legati al turnover

Inoltre, si abbattono i costi aziendali nascosti dovuti a inefficienze e problemi di salute legati allo stress prolungato.

In sintesi, una cultura del lavoro efficace si traduce in una strategia di lungo periodo che protegge l’azienda e garantisce performance sostenibili nel tempo.

Presentismo: cosa significa e perché è un problema culturale prima ancora che organizzativo

Il presentismo sul lavoro si riferisce alla situazione in cui un dipendente si presenta fisicamente al proprio posto di lavoro anche quando non si trova in condizioni psicofisiche ottimali, ad esempio a causa di malattia o stress. 

A differenza dell’assenteismo - che riguarda l’assenza dal lavoro per motivi personali, familiari o di salute - il presentismo comporta una presenza puramente formale che spesso porta a una significativa riduzione della produttività e della qualità del lavoro svolto.

Il presentismo rappresenta principalmente un problema di cultura aziendaledisfunzionale. Nelle organizzazioni in cui è forte la pressione implicita a essere sempre presenti e dove prevale la paura del giudizio o una leadership rigida, i dipendenti si sentono obbligati a dimostrare il proprio valore attraverso la presenza fisica, anche a scapito della propria salute. Questa mentalità del “dover essere sempre reperibili” crea un clima aziendale negativo e può innescare un circolo vizioso di stress e malessere organizzativo.

Le conseguenze negative del presentismo sono evidenti:

  • calo della produttività dovuto alla scarsa concentrazione;
  • incremento degli errori lavorativi;
  • maggiore rischio di diffusione di malattie tra colleghi. 

Questi fattori aumentano i costi operativi e impattano negativamente sulla prevenzione dei costi imprevisti, peggiorando sia il clima che il benessere generale dell’azienda.

Su scala più ampia, il presentismo ha gravi ripercussioni sul patrimonio aziendale e sulla sostenibilità economica dell’impresa. Il rischio di costi imprevisti legati a inefficienze, errori e un turnover più elevato cresce, riducendo la competitività dell’azienda nel medio e lungo termine. 

In definitiva, il presentismo non è solo un problema organizzativo ma una questione culturale che richiede un cambiamento profondo nei valori e nelle politiche di gestione del personale.

Perché i dipendenti lavorano anche quando sono malati? Le cause profonde

I dipendenti spesso si recano al lavoro anche quando non stanno bene a causa di una diffusa cultura del “sempre presenti”

Questa cultura attribuisce valore all'apparenza di impegno, misurata in ore trascorse in azienda piuttosto che alla reale qualità del lavoro svolto. In molte organizzazioni, si crede che più tempo passato al lavoro equivalga a maggiore dedizione, creando così una pressione implicita difficile da contrastare.

Questa situazione è aggravata dal timore di ripercussioni o penalizzazioni in caso di assenze. Tali timori possono tradursi in minori opportunità di carriera o in una percezione negativa da parte dei superiori e colleghi. 

Spesso, infatti, le cattive pratiche di leadershippremiano la presenza fisica piuttosto che il valore reale del contributo del lavoratore, perpetuando così un modello organizzativo disfunzionale.

Le conseguenze di queste dinamiche sul lungo periodo sono molto gravi per l’azienda. Si registra un aumento del turnover, poiché i dipendenti stanchi e stressati cercano ambienti di lavoro più sani. Questo comporta difficoltà nella retention dei dipendenti

Si osserva anche un incremento del burnout lavorativo, che compromette la salute psicofisica delle persone, e una progressiva perdita di capitale umano. 

La tutela del patrimonio aziendale passa quindi attraverso azioni concrete di miglioramento della cultura organizzativa.

Per questo motivo, è fondamentale comprendere e affrontare le cause culturali che spingono i dipendenti a lavorare nonostante la malattia.

Lavorare in malattia

EXTRA TIP:

Il presentismo digitale è un fenomeno in crescita

Non riguarda solo la presenza fisica: molte persone si sentono costrette a rispondere a e-mail e messaggi anche durante malattia o riposo, alimentando una forma di iper-connessione patologica.

Gli impatti economici e patrimoniali del presentismo: i costi che l’azienda non vede

Il presentismo ha un impatto reale e spesso sottovalutato sulla produttività complessiva di un’azienda. Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, lavorare più ore non significa necessariamente produrre più valore. Al contrario, la diminuzione di concentrazione ed energia porta a una riduzione significativa dell’efficacia.

Questo “paradosso del più ore = meno valore” è una delle principali cause di una produttività inferiore, con conseguenze tangibili per l’organizzazione.

Uno degli effetti più evidenti è l’aumento degli errori, che comporta costi aggiuntivi per correggere e rivedere il lavoro svolto. Inoltre, nei periodi influenzali, il presentismo favorisce il contagio tra i dipendenti, portando a un incremento delle assenze successive. Questo genera costi indiretti difficili da quantificare ma comunque significativi. 

Per affrontare tali situazioni, le aziende spesso devono gestire sostituzioni improvvise, ricorrere a straordinari e affrontare doppie lavorazioni: tutte pratiche che aumentano ulteriormente i costi operativi.

Questi fenomeni, se protratti nel tempo, erodono progressivamente il patrimonio aziendale, compromettendo sia la capacità produttiva che la competitività sul mercato. Una solida cultura del lavoro rappresenta quindi una forma concreta di “protezione del capitale umano e aziendale”. Proteggere il benessere e il coinvolgimento dei dipendenti equivale a investire in politiche lavorative che migliorano l’efficienza e la produttività.

EXTRA TIP:

Il presentismo costa fino al doppio dell’assenteismo

Il presentismo può generare costi indiretti fino a 2–3 volte superiori rispetto all’assenteismo, proprio perché riduce la produttività in modo costante e silenzioso.

Come costruire una cultura del lavoro sana, che riduce il presentismo

Costruire una cultura del lavoro positiva richiede l’adozione di linee guida pratiche e condivise, che promuovano valori come la fiducia, la responsabilità e l’autonomia. 

La formazione dei manager gioca un ruolo fondamentale in questo percorso: è essenziale prepararli alla corretta comunicazione e alla gestione efficace delle assenze, affinché possano offrire supporto senza alimentare paure o pressioni inutili.

Un ambiente di lavoro sano si crea anche coinvolgendo attivamente i dipendenti nella definizione stessa della cultura aziendale, raccogliendo il loro feedback e favorendo un dialogo aperto. In questo modo, il senso di appartenenza cresce e tutti si sentono parte integrante di un progetto comune, capace di aumentare la produttività e di proteggere il patrimonio aziendale nel lungo periodo.

Per migliorare la cultura in un team già formato è importante intervenire con interventi mirati di ascolto, momenti di confronto e azioni coerenti con i valori dichiarati. L’obiettivo è allineare le pratiche quotidiane con la visione di un ambiente che valorizzi il benessere organizzativo e riduca il presentismo dannoso.

EXTRA TIP:

La leadership intermedia è il vero “termometro culturale”

Non è il top management ma sono i responsabili di team a influenzare ogni giorno la percezione del clima aziendale: formare i middle manager migliora fino al 70% gli indicatori di benessere.

Policy e strumenti organizzativi per ridurre il presentismo (senza abbassare gli standard)

Le policy aziendali devono essere chiare e trasparenti rispetto a malattia, assenze e lavoro flessibile. 

È importante specificare quando è corretto restare a casa e come comunicare l’assenza, evitando interpretazioni ambigue che possono generare ansie o comportamenti rischiosi. 

Lo smart working può diventare un valido supporto, purché non venga inteso come disponibilità continua 24 ore su 24, ma come uno strumento flessibile e rispettoso degli equilibri personali.

Inoltre, è utile promuovere incentivi alla salute e alla prevenzione, come screening medici periodici o programmi di supporto psicologico o di welfare aziendale, per tutelare le persone e ridurre i casi di malessere sul lavoro. Queste misure non solo proteggono il capitale umano, ma contribuiscono a contenere i costi aziendali legati a inefficienze e assenze prolungate.

Indicatori per valutare se la cultura del lavoro è davvero sana

Per capire se la cultura del lavoro è autenticamente sana, le aziende possono monitorare diversi KPI tangibili tra cui:

  • il turnover;
  • il tasso di assenze;
  • la qualità delle performance;
  • il numero di errori;
  • il livello di engagement dei dipendenti.

Accanto a questi, ci sono indicatori più intangibili ma altrettanto significativi, quali:

  • il clima organizzativo;
  • la qualità della comunicazione interna;
  • il livello di fiducia reciproca tra colleghi e verso la leadership.

Questi indicatori sono strettamente collegati al rischio patrimoniale dell’azienda: un clima positivo e una comunicazione efficace riducono i rischi di malessere organizzativo e quindi contribuiscono a garantire la stabilità e la crescita dell’impresa nel tempo. 

Misurare questi aspetti permette di intervenire tempestivamente per correggere eventuali disallineamenti e costruire un ambiente che genera davvero valore per tutti.

La cultura del lavoro come strumento di tutela del patrimonio aziendale

Una cultura del lavoro sana non è solo un valore etico o un elemento di benessere organizzativo, ma anche uno strumento strategico essenziale per la tutela del patrimonio aziendale. Quando un’azienda promuove valori condivisi come fiducia, responsabilità e rispetto della persona, riduce il rischio di comportamenti dannosi, limita il presentismo e migliora la performance aziendale.

Gestire correttamente le dinamiche culturali e adottare politiche HRmirate permette di prevenire che elementi come stress, errori o malessere organizzativo si traducano in costi imprevisti o nella perdita di capitale umano. Anche una leadership attenta può favorire un clima in cui i dipendenti si sentano tutelati, riducendo il burnout e aumentando la retention dei dipendenti.

Questo approccio assicura una governance responsabile e conforme alle normative vigenti, contribuendo a prevenire rischi legali e danni reputazionali e consolidando la sostenibilità economica e ambientale dell’impresa.

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