Quando si fa la dichiarazione dei redditi? Novità 730, date e scadenze

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Quando si fa la dichiarazione dei redditi
I concetti più importanti da sapere sulla dichiarazione dei redditi

Tempo di lettura: circa 8 minuti

  • La scadenza ultima per presentare il modello 730 è fissata al 30 settembre 2026.
  • Il modello 730 permette di ricevere i rimborsi fiscali direttamente nella busta paga.
  • I pagamenti delle spese detraibili devono essere eseguiti con metodi tracciabili.
  • Il modello Redditi Persone Fisiche deve essere inviato in via telematica entro il 31 ottobre 2026.

Con l'arrivo della primavera, per milioni di contribuenti italiani si ripresenta puntuale un appuntamento che spesso genera un mix di ansia da scadenza imminente e confusione burocratica tra il classico 730 e il più complesso modello Redditi. 

Le prime notifiche dell’Agenzia delle Entrate e le discussioni tra colleghi accendono inevitabilmente i soliti dubbi: "Ma io quest'anno devo farla?", "Rischio sanzioni se dimentico un documento?". 

Molti si chiedono concretamente quando si fa la dichiarazione dei redditi e se le regole siano cambiate rispetto all'anno precedente. Il timore di commettere errori o di perdere importanti detrazioni fiscali è reale, ma la dichiarazione dei redditi non dovrebbe essere vissuta come un semplice adempimento burocratico, bensì come un momento chiave della gestione fiscale personale. 

Affrontare il calendario fiscale con consapevolezza e con i dati corretti permette non solo di essere in regola con l'erario, ma anche di ottimizzare il proprio flusso di cassa attraverso rimborsi e agevolazioni

In questo articolo chiariremo date, novità e scadenze per permetterti di gestire il tuo profilo fiscale con la massima serenità, evitando che il 730 diventi una fonte di stress e trasformandolo in uno strumento di consapevolezza patrimoniale.

Quando si fa la dichiarazione dei redditi?

Per capire quando si fa la dichiarazione dei redditi è necessario analizzare il calendario annuale dell’Agenzia delle Entrate, che definisce le finestre temporali per l’invio dei diversi modelli. 

Sebbene le date possano subire leggere variazioni o proroghe decise dal Governo, la struttura generale rimane costante. La scadenza per la dichiarazione dei redditi varia drasticamente a seconda che si utilizzi il modello 730 (destinato principalmente a dipendenti e pensionati) o il modello Redditi PF (per chi ha partite IVA o situazioni reddituali complesse).

In linea generale, il percorso fiscale segue queste tappe principali:

  • metà aprile: apertura della consultazione per la dichiarazione precompilata sul portale dell’Agenzia delle Entrate;
  • 30 settembre: scadenza ultima per la presentazione del modello 730;
  • 31 ottobre: termine per l'invio telematico del modello Redditi PF.

Chi deve fare la dichiarazione dei redditi?

Non tutti i cittadini sono tenuti a questo adempimento, ma l'obbligo di dichiarazione dei redditi scatta in presenza di determinate condizioni reddituali. 

Esiste una distinzione netta tra i contribuentiche percepiscono un solo reddito da lavoro certificato da un unico sostituto d'imposta e chi, invece, possiede più fonti di entrata. L’obiettivo della dichiarazione è garantire che il prelievo fiscale complessivo sia corretto rispetto alla progressività delle aliquote e degli scaglioni IRPEF.

Le categorie obbligate alla presentazione sono:

  • lavoratori dipendenti che hanno avuto più datori di lavoro nell'anno (possesso di più CU) senza conguaglio;
  • contribuenti che hanno percepito indennità erogate da enti pubblici (come la NASpI);
  • pensionati con redditi aggiuntivi o più trattamenti pensionistici;
  • lavoratori autonomi e titolari di Partita IVA;
  • soggetti con redditi capitali o esteri non soggetti a ritenuta alla fonte.

EXTRA TIP:

Criptovalute e Quadro RW

Anche se non hai venduto, il possesso di valute virtuali va monitorato per legge; un errore qui può generare sanzioni proporzionali al valore del portafoglio.

Modello 730 o modello Redditi PF: quale scegliere?

La scelta tra il modello 730 e il modello Redditi PF dipende dalla tipologia di reddito e dalla velocità con cui si desidera ottenere l'eventuale rimborso 730

La principale differenza tra 730 e modello Redditi risiede nella modalità di gestione del credito o del debito d'imposta attraverso il sostituto d’imposta.

Modello 730 / 730 Precompilato

  • Destinatari: dipendenti, pensionati, collaboratori.
  • Vantaggio principale: rimborso rapido direttamente in busta paga o pensione.
  • Sostituto d'imposta: necessario per il rimborso/addebito immediato.

Modello Redditi PF

  • Destinatari: partite IVA, chi non ha un sostituto d'imposta o redditi esteri.
  • Vantaggio principale: gestione di quadri finanziari complessi e detrazioni pluriennali.
  • Sostituto d'imposta: non necessario (si paga o riceve tramite F24).

Novità 730: cosa cambia nel 2026

La dichiarazione dei redditi 2026 porta con sé alcuni aggiornamenti normativi rilevanti. L'obiettivo dell'Agenzia delle Entrate è semplificare l'accesso ai dati, pur aggiornando i parametri di calcolo per le detrazioni fiscali.

Nuove detrazioni o modifiche ai bonus

Una delle principali novità riguarda i vantaggi fiscali per i lavoratori dipendenti. Chi ha un reddito complessivo fino a 20.000 euro potrà beneficiare di una somma variabile fino a 960 euro, esclusa dalla base imponibile, garantendo un risparmio fiscale diretto.

Inoltre, per chi ha redditi tra 20.000 e 40.000 euro, è prevista una nuova detrazione dell'imposta lorda, ampliando i benefici a una platea più ampia di contribuenti.

Questo meccanismo a detrazione calante è stato studiato per neutralizzare il cosiddetto "scalone" fiscale, garantendo che un aumento di reddito lordo non si traduca paradossalmente in un netto inferiore a causa della perdita dei benefici.

Per i neoassunti a tempo indeterminato è stata introdotta la detassazione delle somme erogate dai datori di lavoro per canoni di locazione e spese di manutenzione della casa, fino a un massimo di 5.000 euro annui. Questo incentivo punta a favorire l'occupazione stabile e a sostenere i giovani lavoratori nei costi abitativi.

Per quanto riguarda le detrazioni fiscali tradizionali, ci sono modifiche rilevanti. Ad esempio, il Superbonus scende definitivamente al 65% per le spese sostenute nel 2025 (da dichiarare nel 730 2026), con possibilità di detrazione ripartita in 10 anni.

Il limite di spesa per il Bonus Mobili è stato ridotto da 8.000 a 5.000 euro. Restano invece detraibili le spese veterinarie - che passano da 550 euro a 750 euro annui, con franchigia confermata a 129,11 euro -, quelle di ristrutturazione (Bonus 50%), di risparmio energetico (Ecobonus 36% o 50% in caso di abitazione principale), del Sismabonus e l'acquisto di arredi ed elettrodomestici per abitazioni ristrutturate.

EXTRA TIP:

Detrazione trasporti

Puoi recuperare il 19% delle spese per gli abbonamenti a bus, treni e metro (massimo 250€), inclusi quelli per i figli a carico.

Date 730

Aggiornamenti sulle scadenze

Per la dichiarazione dei redditi 2026, relativa all'anno d'imposta 2025, le scadenze rimangono invariate: il modello 730 deve essere presentato entro il 30 settembre 2026, mentre il modello Redditi PF entro il 31 ottobre 2026

In caso di correzioni, è possibile presentare il 730 integrativo entro il 25 ottobre o il 730 rettificativo entro l'11 novembre.

Novità sulla dichiarazione precompilata

L'Agenzia delle Entrate continua a semplificare l'accesso alla dichiarazione precompilata con il 730 precompilato

I dati vengono caricati automaticamente dal sistema, e i contribuenti non titolari di partita IVA (lavoratori dipendenti, pensionati e altri) dovranno semplicemente confermare o modificare i dati precompilati, senza dover completare manualmente l'intera dichiarazione.

Questa innovazione rappresenta un ulteriore passo verso la digitalizzazione, rendendo più semplice e veloce la presentazione della dichiarazione online.

Inoltre, già dal modello 730/2025 erano stati introdotti due nuovi quadri tecnici (Quadro M e Quadro T) dedicati ai redditi soggetti a tassazione separata, alle imposte sostitutive e alla rivalutazione dei terreni. Questi aggiornamenti rendono la dichiarazione più precisa per situazioni fiscali complesse.

EXTRA TIP:

Scudo sui controlli

Se accetti il 730 precompilato senza modifiche, l'Agenzia delle Entrate non effettuerà controlli formali sui tuoi scontrini e fatture.

Scadenze 730 e calendario della dichiarazione dei redditi

Per evitare sanzioni e gestire al meglio la tua liquidità, segui questo riepilogo delle date:

  1. 30 aprile: accesso alla precompilata per la sola consultazione;
  2. 15 maggio: apertura per la modifica e l'invio del modello 730;
  3. 30 giugno: scadenza per il versamento del saldo e del primo acconto;
  4. 30 settembre:scadenza 730 – termine ultimo per l'invio;
  5. 31 ottobre:scadenza  dichiarazione dei redditi per il modello Redditi PF.

Ti consigliamo di monitorare lo Scadenzario dell'Agenzia delle Entrate per aggiornamenti in tempo reale.

Cosa serve per fare la dichiarazione dei redditi

Preparare i documenti per il 730 o per il modello Redditi PF richiede organizzazione. Questo è fondamentale per massimizzare le detrazioni 730 ed evitare omissioni. 

Di seguito trovi i documenti essenziali, suddivisi per categoria, basati sulle indicazioni ufficiali e dei CAF per la dichiarazione 2026 (redditi 2025).

Documenti anagrafici:

  • documento d'identità e Codice Fiscale (anche di coniuge e familiari a carico);
  • certificati di invalidità (L.104) se applicabili;
  • dichiarazione dei redditi precedente (730/2025 o Redditi 2025);
  • dati del sostituto d'imposta (nome, CF e indirizzo desumibili dalla busta paga attuale).

Redditi percepiti:

  • Certificazione Unica (CU) 2026: portale tutte, se hai avuto più datori di lavoro o indennità INPS/INAIL;
  • ricevute per lavoro autonomo occasionale o redditi da capitale (azioni, obbligazioni);
  • visure catastali e contratti di locazione per terreni e fabbricati.

Spese detraibili (obbligatoria prova di pagamento tracciabile):

  • salute: fatture e scontrini "parlanti", spese per occhiali, lenti e dispositivi medici CE;
  • casa: interessi passivi del mutuo, spese notarili e contratti di affitto registrati;
  • famiglia e istruzione: spese per asili nido, mense, scuole, università e attività sportive dei figli;
  • bonus edilizi: fatture e bonifici "parlanti" per ristrutturazioni, Ecobonus, Sismabonus e ricevute invio ENEA;
  • protezione e previdenza: contratti di polizze vita o infortuni e versamenti a fondi pensione complementari.

Per tutte le spese (tranne farmaci e sanità pubblica) è obbligatorio conservare la prova del pagamento tracciabile (ricevuta POS, carta di credito o bonifico).

Cosa succede se non si fa la dichiarazione dei redditi?

Non presentare la dichiarazione dei redditi entro i termini previsti comporta conseguenze significative, sia dal punto di vista amministrativo che penale.

Tuttavia, la legge offre opportunità di regolarizzazione tramite il ravvedimento operoso, che consente di ridurre sensibilmente l'impatto economico derivante da errori commessi in buona fede.

Le sanzioni per la dichiarazione dei redditi variano a seconda che la dichiarazione sia tardiva, omessa o incompleta

Una dichiarazione presentata entro 90 giorni dalla scadenza è considerata "tardiva" e, grazie al ravvedimento operoso, comporta una sanzione ridotta fissa di 25 euro, oltre al versamento delle imposte dovute con relativi interessi.

Se invece la dichiarazione non viene presentata affatto entro 90 giorni dalla scadenza (omessa), scatta una sanzione amministrativa significativa: pari al 120% dell'imposta dovuta, con un minimo di 250 euro.

Nel caso di omissione con importi rilevanti (imposte evase superiori a 50.000 euro), la violazione può configurare un vero e proprio reato tributario, con conseguenze penali che includono la reclusione da 2 a 5 anni, oltre a pesanti sanzioni pecuniarie. Inoltre, l'omissione della dichiarazione comporta l'avvio di accertamenti d'ufficio da parte dell'Agenzia delle Entrate, termini di accertamento più lunghi, perdita di benefici fiscali (come il riporto di perdite o crediti d'imposta) e una possibile segnalazione alla Procura per reati tributari.

Per chi necessita di correggere errori nelle dichiarazioni già presentate, è possibile utilizzare il 730 integrativo (o dichiarazione integrativa) entro il 25 ottobre dell'anno di presentazione, oppure il 730 rettificativo fino all'11 novembre per correzioni successive

È bene ricordare che il 730 integrativo si può fare solo se la correzione è a favore del contribuente (cioè se devi ricevere più soldi). Se invece ti accorgi di dover pagare di più, devi usare il Modello Redditi Correttivo.

Questi strumenti consentono di regolarizzare la posizione senza incorrere nelle sanzioni previste per l'omissione totale.

Novità 730

Errori comuni nella dichiarazione dei redditi e come evitarli

Anche i contribuenti più attenti possono incappare in errori nella dichiarazione dei redditi, che compromettono l'accuratezza della dichiarazione e comportano conseguenze fiscali significative. 

Fortunatamente, molti di questi errori sono facilmente prevenibili con attenzione e pianificazione, oppure correggibili attraverso strumenti come la dichiarazione integrativa e il ravvedimento operoso.

Ecco i principali errori da evitare:

  • dimenticare di dichiarare tutti i redditi: questo è uno degli errori più gravi e frequenti durante la presentazione della dichiarazione dei redditi. La legge richiede la dichiarazione di tutti i redditi percepiti durante l'anno, anche quelli marginali o non continuativi, come borse di studio, assegni di mantenimento e rendite estere. La soluzione: conserva la documentazione tracciabile (ricevute, bonifici, CU) di ogni fonte di reddito e verifica con il CAF prima della presentazione;
  • non sfruttare le detrazioni fiscali: molti contribuenti non conoscono l'ampiezza delle detrazioni fiscali disponibili per spese sanitarie, istruzione, mutuo, ristrutturazioni e risparmio energetico. Anche piccole spese dimenticate (visite mediche, farmaci, occhiali) sommandosi possono raggiungere importi significativi. La soluzione: raccogli tutti gli scontrini "parlanti" con codice fiscale, fatture e ricevute tracciabili; consulta il tuo CAF sulle detrazioni ammissibili per il tuo profilo;
  • presentare la dichiarazione in ritardo: invii tardivi oltre i termini previsti comportano sanzioni, anche se il contribuente non è consapevole della scadenza. La soluzione: segna le scadenze nel calendario (30 settembre per il 730, 31 ottobre per Redditi PF) almeno due settimane prima; se rischi il ritardo, consulta un CAF per il ravvedimento operoso entro 90 giorni.

Affidarsi a un professionista qualificato riduce drasticamente il rischio di errori e ti permette di massimizzare detrazioni e rimborsi. Se noti errori dopo la presentazione, agisci rapidamente: è sempre meglio autocorreggersi tempestivamente piuttosto che attendere i controlli ufficiali.

Perché pianificare la dichiarazione dei redditi aiuta anche il patrimonio

La pianificazione fiscale è una parte essenziale della gestione patrimoniale integrata. Ogni euro risparmiato grazie a un'efficace ottimizzazione fiscale è un capitale che può essere destinato a investimenti futuri. Un consulente patrimoniale esperto può aiutarti a leggere la tua dichiarazione dei redditi come una mappa per migliorare il tuo benessere a lungo termine.

Non limitarti a subire le scadenze: prendi il controllo della tua situazione fiscale per proteggere il tuo patrimonio.

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